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| Meteora di Chicxulub | | Ribaltata la teoria sulla misteriosa scomparsa dei dinosauri. | SI SCHIANTA SULLA TERRA 300.000 ANNI PRIMA DELLA SCOMPARSA DEI DINOSAURI Da tempo si ipotizzava che la scomparsa dei dinosauri e di altre svariate specie di animali e piante fosse da attribuire ad un meteorite caduto sulla Terra che nell'urto provocò, alla fine del Cretaceo, una gigantesca nube di polvere. Bloccati così i raggi solari, venne impedito alle piante la fotosintesi e perciò venne a mancare il cibo per gli esseri esistenti. Già negli anni '80 si presumeva come luogo d'impatto l'area circostante a Chicxulub (settentrione della penisola dello Yucatan). A conferma di questa teoria immagini provenienti dello Shuttle Discovery del febbraio 2000. Queste immagini vennero analizzate dalla NASA la quale confermò l'esistenza di chiari segni del cratere: 180 km di diametro e 900 metri di profondità (la maggior parte sommersi dalle acque del Golfo del Messico). Oggi, queste convinzioni vengono capovolte dall'equipe guidata della paleontologa Gerta Keller. Grazie a esami approfonditi sul cratere di Chicxulub, come la biostratigrafia e la sedimentologia, i ricercatori sono riusciti a datare il meteorite in questione: precipitò sulla Terra 300.000 anni prima della scomparsa dei dinosauri. Questa teoria è stata pubblicata sulla Rivista dell'Accademia americana delle Scienze: PNAS. Non fu perciò il meteorite di Chicxulub a causare la scomparsa dei dinosauri ma, secondo studi paleontologici e magnetici, enormi eruzioni vulcaniche. Fonte: www.yucatan.it/meteora.htm | | I lupi del Gèvaudan | | Il Parco dei Lupi | Nel 2010 ricorre il 25 anniversario dell’istituzione del “Parco dei Lupi del Gévaudan” nel dipartimento della Lozère, che fa parte della storica regione della Francia Meridionale, la Linguadoca-Rossiglione. La Lozère affascina per le mille sfaccettature del suo territorio che si estende dall’antica provincia del Gévaudan fino alle Cevenne, dalle Gole del Tarn all’altopiano basaltico dell’Aubrac. In questi spazi che mantengono ancora un sapore di antica natura si alternano altipiani disseminati da rocce granitiche, colline adibite a pascoli, gole profonde e foreste, e numerose sorgenti d’acqua termale. Proprio nel cuore del Gévaudan, nel comune di Sainte-Lucie, immerso in uno stupendo paesaggio boschivo si trova lo Zoo Safari dedicato interamente ai lupi. Sono animali che provengono da Polonia, Siberia, Mongolia, Canada e terre artiche. Con tale istituzione il suo fondatore Gérard Mènatory, “l’uomo dei lupi”, ha inteso non solo preservare specie in via d’estinzione, ma anche riabilitare la fama negativa legata per tradizione atavica a questi animali, e in particolare dimostrare che la “Bestia del Gévaudan” che nel XVIII secolo imperversò in quelle terre non poteva essere un lupo. Infatti, secondo quanto tramandato, nell’antica parte del Gévaudan, oggi chiamata Margheride, nel 1764 fece la sua comparsa un terribile animale che per ben tre anni andò massacrando donne e bambini. Solo nel 1767 Jean Chastel riuscì ad uccidere l’enorme bestia, forse un lupo, intorno alla quale fiorirono numerose leggende, e che ancor oggi conserva un certo mistero. Gli esemplari delle 5 sottospecie presenti nel parco vivono in branchi più o meno numerosi dentro ampi spazi recintati che seguono i vari dislivelli del territorio e permettono al visitatore di osservare le tipiche caratteristiche, morfologiche e di colore di ogni gruppo, il loro modo di vivere, e, nei mesi di maggio-giugno, anche i piccoli nati. Il Lupo della Mongolia (Canis Lupus Chanco) ha un pelo fulvo, è di taglia media, 70 cm. al garretto. La specie non è protetta ed è cacciata tutto l’anno. In Mongolia vivono circa 30.000 individui. Il Lupo della Siberia (Canis Lupus Albus) ha una pelliccia chiara ed è di alta taglia. La specie non è protetta e conta da 80 a 100.000 individui allo stato selvaggio. Il Lupo del Canada (Canis Lupus Occidentalis) presente in due specie, grigio e nero, vive nelle taighe e nelle foreste di conifere del Canada del nord e dell’Eurasia. Il Canis Lupus Arctos o lupo artico ha un mantello bianco. Sono lupi di alta taglia, quasi 80, 90 cm al garretto, e le loro zampe alla base sono larghe, così da facilitare il movimento dell’animale nella neve. Il Lupo di Polonia (Canis Lupus Lupus) è di alta taglia, è di colore grigio chiaro e le basi plantari sono piuttosto larghe. Per festeggiare il venticinquesimo anniversario del Parco, sono in programma fino a dicembre 2010 numerose manifestazioni segnalate sul sito: www.loupsdugevaudan.com www.sunfrance.com
Giovanna Turchi Vismara |
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