Anno II -Agosto 2010
Giugno Pisano
Il Giugno Pisano: Luminara sull’Arno, il Palio e Gioco del Ponte.
Giugno PisanoAL GREEN PARK RESORT DI TIRRENIA PER IL GIUGNO PISANO

Per l’occasione lo chef dell’albergo crea un originalissimo menù tutto pisano.

Settantamila candele che palpitano illuminando i monumenti della città, riflesse nel modo più suggestivo dalle acque dell’Arno, quattro imbarcazioni che solcano il fiume, un vivace gioco secolare che rievoca le antiche giostre medioevali: benvenuti a Pisa nel mese delle rievocazioni storiche! Ogni estate, nel mese di giugno, la città accende i riflettori sul suo passato secolare mettendo in scena le rappresentazioni più emozionanti, le cui radici affondano nella notte dei tempi.

Per abbinare la partecipazione a una di queste straordinarie manifestazioni della città della “torre pendente” con un week end rilassante sul mare, l’Hotel Green Park Resort di Tirrenia, a pochi chilometri da Pisa, propone il pacchetto “Giugno Pisano”, una splendida occasione per soggiornare immersi nel verde di una pineta, prendere il primo sole, farsi coccolare nella grande spa dell’albergo, gustare i sapori della cucina mediterranea preparati da uno chef emergente di grande talento, che ha creato per l’occasione un menù tutto pisano in sintonia con gli eventi che si svolgono nella vicina città.

Il menù “Godenda di San Ranieri” proposto dallo chef Luca Landi del Green Park Resort per il Giugno Pisano:

Aperitivo Pica-Pica

Zuppa pisana in bicchiere

Polpo candito e pecorino di Buti

Frittelline di bianchetti con miele e limone

Frittatine di arselle con gallette di pane toscano

Bignoline di farina di castagne e Mallegato

servito con Marchese Antinori Nature e Cedrata Tassoni in selz

Sgombri di Bocca d’Arno all’aceto e sapa

Cipolline e pinoli di Pisa

Insalata di trippa del pescatore

Scampo croccante al miele

“Topini” alle cicale

Tortelli di carne

Ganache di fegatini alla toscana

Sugo di arrosto

Petto d’anatra il dolce-forte

Verdure cotte sotto sale

Zuppa del Seghett

Tortino caldo coi bischeri di pinoli di Pisa, riso e cioccolato fondente

Gelato al Vin Santo


Il Giugno Pisano
La prima manifestazione è la “Luminara” che dal 1688 si festeggia il 16 giugno sul Lungarno in onore di San Ranieri degli Saccieri, patrono della città. Per i pisani rappresenta l'evento più importante e più sentito di tutto l'anno. Quella sera, 70 mila lumini a cera vengono collocati in bicchieri di vetro, appesi su telai di legno dipinti di bianco (in gergo biancherie) e disposti in modo da esaltare le sagome dei palazzi, dei ponti e delle chiese che si affacciano sull’Arno. Anche la Piazza dei Miracoli e la Torre Pendente vengono illuminate con padelle ad olio. Dopo l’accensione, per effetto del riverberarsi delle luci tremule nelle acque dell’Arno, si schiude uno scenario pieno di suggestioni. Sin dall’antichità, la magica notte pisana del 16 giugno si conclude affidando i lumini alla corrente del fiume che li trasporta verso il mare.La serata sarà animata da fuochi d’artificio e da banchetti e piccole feste dslocate per tutto il centro storico.

Altrettanto spettacolare è il Palio di San Ranieri del 17 giugno. Quattro imbarcazioni colorate che rappresentano i quartieri più antichi della città - San Martino (rosso), San Francesco (giallo), Sant'Antonio (verde), Santa Maria (blu) – si sfidano sulle acque dell’Arno. Vince il timoniere che riesce ad afferrare il “paliotto” (bandiera) con i suoi colori arrampicandosi sulla cima di un pennone alto dieci metri collocato su un barcone ancorato nel mezzo del fiume. Questo ricorda anche l'impresa di Lepanto, quando i Cavalieri Stefaniani catturarono sul pennone dell'ammiraglia turca lo stendardo da combattimento nemico che è tuttora conservato nella Chiesa dei Cavalieri di Pisa.

Si svolge invece l’ultima domenica del mese, quest’anno il 27 giugno, l’antico “Gioco del Ponte”, di origini medioevali. Ai tempi della gloriosa repubblica marinara di Pisa, le due opposte fazioni di “Mezzogiorno e Tramontana” (ubicate a Nord e Sud del fiume Arno) si confrontavano sul "Ponte di Mezzo". L’usanza è rimasta viva fino ai giorni nostri: i giocatori sono suddivisi in squadre, distinte per colori ed insegne, composte ciascuna da 50 o 60 soldati equipaggiati con armatura, elmetto e scudo. La vittoria è assegnata alla parte che riesce a respingere gli attacchi delle squadre avverse fino a relegarle nella propria piazza. La battaglia è preceduta da un imponente corteo composto da oltre settecento figuranti in costumi storici, ricchi di velluti, damaschi, broccati dai vivaci colori.

L’Hotel Green Park Resort si trova nella pineta di Tirrenia, a pochissimi chilometri da Pisa. Fiore all’occhiello il centro benessere di 2 mila metri quadri che offre attrezzature e trattamenti di altissimo livello. Le 148 camere sono disposte in cinque ville, arredate in stile contemporaneo, con la massima cura dei dettagli e dei comfort. Le ville sono immerse in una lussureggiante vegetazione mediterranea punteggiata dai vivaci colori di bouganville e hibiscus. Il Centro Benessere comprende Thermarium (con bagno turco, sauna, docce cromo-aromatiche, bagni freddi); grande piscina riscaldata rivestita a mosaico con cascate, idromassaggi, nuoto controcorrente; percorso Kneipp caldo-freddo; palestra e cabine per trattamenti e massaggi. Nel parco due belle piscine scoperte, due campi da tennis utilizzabili anche con illuminazione artificiale, e un campo da minigolf.

Assolutamente di rilievo la ristorazione, guidata dal giovane Executive Chef Luca Landi, cresciuto alla scuola dei maggiori maestri di oggi, primo fra tutti Ferran Adrià, che interpreta la cucina toscana in modo estremamente creativo. Tre i ristoranti tra cui scegliere: “Le Ginestre”, più tradizionale, il “Barbecue Restaurant” all’aperto a bordo piscina, e il ristorante gourmet “Lunasia”, il più trendy sia nel design che nella proposta di piatti.

Soft Living Places

Il Green Park Resort (4 stelle superiore) a Tirrenia fa parte del Gruppo Soft Living Places, che possiede e gestisce anche l’Hotel Byron (5 stelle lusso) a Forte dei Marmi e l’Hotel Plaza e de Russie (4 stelle superiore) a Viareggio, tre strutture diverse come tipologia ma accomunate dalla stessa filosofia di accoglienza e standard di servizio. Il nome del Gruppo, Soft Living Places, definisce dei luoghi dove sentirsi circondati da un’attenzione calda e discreta e lasciarsi coccolare da un comfort sottile e raffinato.

Green Park Resort
Via dei Tulipani, 1 Tirrenia (Pisa) Tel. 050/3135711 e Fax 050/384138

www.greenparkresort.com - e.mail: info@greenparkresort.com
Costumi in Val Gardena
Tradizionale sfilata di costumi tipici gardenesi, a Selva, e altri eventi ispirati alla cultura ladina
Costumi in Val GardenaVal Gardena in Costume: 1 agosto 2010
L’antica storia ladina sarà protagonista dell’estate in Val Gardena, grazie all’evento Val Gardena in costume, sfilata di abiti tradizionali in programma domenica 1 agosto, e a una serie di eventi durante tutto il mese.
Val Gardena in costume è l’appuntamento annuale che ha come momento principale la sfilata degli inconfondibili costumi tipici gardenesi.
Da secoli gli abitanti della valle, abituati a girare il mondo perché ovunque riconosciuti abili scultori del legno, erano soliti acquistare e portare a casa oggetti nuovi e ricercati, come sete, nastri, stoffe, pizzi e gioielli.
Da questa abitudine i vestiti dei gardenesi divennero vere e proprie opere d’arte, ornati di pezzi unici e rari, sicuramente i più ricchi e interessanti di tutto l'arco alpino, e ancora oggi sono indossati durante le processioni, le grandi feste religiose e i cortei folcloristici.
Nella vita di un abitante della Val Gardena non esiste un solo costume ma diversi tipi, a seconda dell’età e dell’occasione: esistono quelli per le ragazze giovani, per le donne, per gli sposi e i loro parenti, per gli anziani e tanti altri ancora.
Uno degli elementi più evidenti negli abiti gardenesi sono i copricapi e le capigliature. La decorazione della testa è complicata quanto affascinante e diversi sono i modi e le decorazioni; dalla gherlanda, coroncina appuntita, al ciapel, cappello normale, dalla cazina, copricapo in lana nera o blu scura, alla slapa, cuffia con pizzi.
L’estate delle tradizioni ladine non finisce qui. Durante tutto il mese di agosto si susseguiranno numerosi eventi folcloristici e sagre di paese con bande musicali, ben 5 in Val Gardena, ciascuna delle quali composta da circa 35 componenti e ognuna con il proprio costume tradizionale.
Le bande daranno vita a molti concerti nelle piazze e lungo le vie del centro di Ortisei, Santa Cristina e Selva.
Sabato 14 e domenica 15 agosto, si svolgerà, a Selva, la grande festa delle Associazioni: quella dei costumi tradizionali, quella dei balli popolari, quella dell'artigianato artistico e molte altre, i cui membri sfileranno insieme per le strade, con carrozze d'epoca e su carri trainati da cavalli.
Domenica 4 settembre, invece, a S. Cristina, ci sarà il corteo nuziale in costume e, per finire, il 12 settembre, la grande festa tradizionale in Vallunga, per il ritorno del bestiame dagli alpeggi.
La cultura ladina ha un’origine molto antica, di oltre due millenni, quando esisteva un territorio denominato Ladinia. I ladini oggi vivono in un’area che comprende la Val Gardena, i comuni della Val di Fassa (TN), della Val Badia (BZ), dell'alta Val Cordevole (BL) e dell'Ampezzo (BL), tutti ex-asburgici. In quese aree si parla il ladino, una lingua reto-romana che deriva dall'idioma latinizzato in voga presso le popolazioni della Rezia e del Norico, con evidenti somiglianze al castigliano, al provenzale e al catalano.
Con le migrazioni delle popolazioni germaniche s’impose la lingua tedesca, isolando quella ladina nelle valli più nascoste, difficilmente raggiungibili. Oggi il ladino è materia obbligatoria nelle scuole ed esistono diverse pubblicazioni in lingua (libri e giornali), trasmissioni radiofoniche e televisive.



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Per ulteriori informazioni

Val Gardena Marketing

press@valgardena.it
Tarin Gartner - Cell. 340-275339
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Lago di Bolsena
Una gita fuoriporta
Lago di BolsenaSituato nella provincia di Viterbo, il lago di Bolsena, con i suoi 115 km² di ampiezza a circa 300 slm, è il più esteso bacino di origine vulcanica d’Europa. Circondato in buona parte dalla catena dei monti Vulsini, percorrendo i 60 km di strada che lo circondano, offre un panorama spettacolare, a volte pittoresco, a volte suggestivo.

Le colline circostanti raggiungono i 600 m di altezza e sono ricoperte da una rigogliosa vegetazione in contrasto con l’azzurro della superficie del lago, nelle cui acque si specchiano due isole, la Bisentina e la Martana, che fanno della zona uno dei paesaggi più interessanti della Tuscia laziale. I suoi fondali costituiscono l’habitat ideale per numerosissime specie ittiche tra cui il persico reale, il luccio, l’anguilla, il lattarino, il coregone o spigola di lago, la tinca, la lasca, il cefalo, la carpa e il cavedano.

Molteplici le attrattive turistiche, soprattutto quelle di genere archeologico e culturale, oltre ai cinque borghi che sorgono sulle sue sponde, dai tratti tipicamente medievali e ognuno con la propria storia, i propri particolari, le tradizionali feste paesane e i piatti forti che vi invitiamo a scoprire attraverso le numerose sagre che permettono di degustare una cucina eccellente accompagnata da ottimi vini, alcuni dei quali DOC come l’EST EST EST di Montefiascone. Ma il lago è anche il luogo ideale per chi è alla ricerca di tranquillità e svago, circondati da una natura ancora incontaminata, per gli amanti del birdwatching e per chi vuole praticare alcuni sport acquatici, come vela, windsurf e pesca.

Nella splendida cornice del Lago di Bolsena, in posizione panoramica e tranquilla, sorge l’HOTEL ROYAL CHARME & RELAX, il più antico hotel della zona, che unisce il fascino del passato ad uno stile sobrio ed elegante.

Una breve vacanza in una delle 37 camere accuratamente arredate e funzionali, tutte dotate dei più moderni comfort, all’insegna del totale relax per godere delle bellezze naturali che lo circondano.

Nel giardino, con prato all’inglese e ortensie, si colloca la piscina e, al primo piano, un’ampia terrazza panoramica all’ombra di platani secolari, da cui ammirare la spettacolare vista del lago e trascorrere piacevoli e calde serate estive.

L’Hotel Royal vi offre anche un ottimo servizio ristorante presso il Ristorante “La Conchiglia”, appartenente alla medesima gestione, posto direttamente di fronte all’Hotel, dove poter assaporare alcune delle tipiche pietanze e dei prodotti del territorio.

Per gli appassionati di canoa, vela e pesca, le acque del prospiciente lago propongono diverse alternative per praticare gli sport preferiti, oltre ad interessanti escursioni in barca.

Quota a partire da: Euro 85,00 a notte in camera doppia, comprensiva di aria condizionata, utilizzo della piscina con lettini ed ombrelloni, parcheggio privato.

FESTE DEL VINO, DELLA CASTAGNA E DELL’OLIO: TUSCIA DA NON PERDERE!
Se vi trovate a Bolsena nel mese di giugno non potete sicuramente perdere l’importante e suggestiva festa del Corpus Domini, mentre nel mese di luglio la festa di Santa Cristina, il 23 e 24 Luglio.

Dal mese di luglio a dicembre si susseguono in numerosi Comuni della Tuscia manifestazioni che valorizzano le produzioni locali. Un viaggio del gusto lungo un itinerario attraente, che al turista buongustaio propone sapori unici e, allo stesso tempo, spalanca le porte di un territorio dove sono conservati un patrimonio storico e culturale straordinario e le migliori tradizioni dell’artigianato d’arte, oltre ad un ambiente naturale tutelato da un sistema di parchi, riserve ed oasi.

Questi appuntamenti, offrono l’opportunità di trascorrere piacevolissime serate, di scoprire angoli incantevoli nei centri storici medioevali e nelle aree di interesse naturalistico, degustando i prodotti agroalimentari tipici.

Per programmi e informazioni: www.tusciaviterbese.it

CURIOSITÀ: La barca tipica del lago di Bolsena e la sua storia.

Fin dai tempi antichi, la barca non ha subito modificazioni di rilievo nella forma, nelle tecniche e nei materiali di costruzione. Per millenni le barche sono state costruite in maniera artigianale con legno di “cerro” e legno di olivo. Nel passato la barca era provvista di una primitiva vela rettangolare appoggiata su due alberi come ausilio all’uso dei remi. Lo scalmo (“piro”) è privo di biforcazione, quindi il remo viene legato con lo “stropjo” (corda), fatto con pezzi di rete vecchia. Attualmente il piro viene saldato su una corda della barca. I remi sono posti in posizione asimmetrica; quello posteriore funge anche da timone.

La vera e propria evoluzione della barca, soprattutto per quanto riguarda i materiali e il sistema di fabbricazione, si è avuta negli ultimi trenta anni. Attualmente sono in uso piccoli motori entrobordo e fuoribordo, a benzina o elettrici.

Ogni anno, la terza domenica di giugno, si svolge la regata delle barche o Palio storico, che è una rievocazione storica della regata sul lago da Capodimonte all’isola Bisentina del 1462, in onore della visita del Papa II.

CHARME & RELAX, il più importante brand italiano di hotel di fascino fondato nel 1994, garantisce all’Ospite serietà, ospitalità familiare, accoglienza tipica italiana e qualità dei servizi.

Dal 2008 propone i GIFT VOUCHER, soggiorni esclusivi da regalare alle persone care, acquistabili dal sito www.CharmeRelax.it
e proposti oggi nelle varianti Love, Gourmet, Wellness e Art.
Nel 2010 nasce il marchio Chef & Chefs che comprende ristoranti e ristoratori italiani di qualità.



Informazioni e prenotazioni – Charme & relax

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Merano
Una gita fra i Musei Bunker, la Miniera Monteneve e alla scoperta del progetto del Passo Rombo
MeranoDiverse proposte nei dintorni di Merano, seguendo un pezzo di storia “sotterranea” della cultura altoatesina.
Nel corso dell’estate sono tante le opportunità per programmare una gita durante una vacanza a Merano e nei suoi dintorni, alla scoperta di un’affascinate e misteriosa storia “sotterranea”.

Recentemente sono stati realizzati diversi musei bunker, testimonianza della storia più recente di questo territorio. Costruiti durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, questi bunker furono tenuti “attivi” durante la guerra fredda, e poi, a partire dal 1992, furono dimessi e ne furono smantellati gli impianti di difesa.
Le costruzioni, invece, rimaste intatte, sono oggi una viva testimonianza di quell’epoca e rappresentano la speranza di una vita in cui tali opere di difesa non siano più necessarie.
Infatti, oggi, quelle costruzioni militari sono state riviste e hanno ricevuto interventi architettonici che le hanno trasformate in musei e gallerie d’arte, visitabili al pubblico.

Il bunker di Moso, in Val Passiria, è accessibile anche da sopra, grazie al fatto che sulla parete esterna è stata installata una struttura per arrampicatori. Nel Mooseum sono presentati temi che concernono la storia, la natura e le antiche miniere sotterranee.

All’inizio della Val Venosta, a Tel, l’artista meranese Matthias Schönweger ha trasformato il bunker della zona in una vera e propria galleria d’arte, che si confonde con l’ambiente naturale circostante.

Spostandosi sul Passo Palade, il bunker, costruito nel 1940 da centinaia di operai, rappresenta una vera e propria fortificazione di quattro piani con gallerie, corridoi e quartieri d’artiglieria.
La Gampen Gallery si trova dentro il bunker del Paso Palade e ospita una mostra fotografica dedicata alle popolazioni di montagna, i cui scatti sono stati realizzati in gran parte dal famoso scalatore Reinhold Messnner.
Il percorso espositivo, lungo 60 metri, si articola in quattro aree: le foto che raffigurano i volti degli abitanti della zona, quelle che riprendono i simboli religiosi, quelle dedicate ai rifugi e alle abitazioni e, infine, foto di montagne.

Tornando in fondo alla Val Passiria, valle larga e pianeggiante, che inizia alle spalle della città di Merano, a San Leonardo la strada si divide e s’inerpica sulle montagne portando a due Passi: il Rombo e il Giovo.
In cima al Passo Rombo, sul confine con l’Austria, si trova il Museo del Passo, la prima di cinque sculture architettoniche che saranno realizzate entro il 2011.
Realizzato per celebrare i 50 anni della costruzione della strada del Passo, un esempio di moderna ingegneria, il Museo ha una struttura che ha le fondamenta in territorio austriaco ma che sporge per 16 metri sul versante italiano.

Poco distante, scendendo verso Moso, inizia la strada percorribile solo a piedi, che porta alla Miniera Monteneve (2.335 metri).
Le miniere diedero lavoro all’intera popolazione della Val Passiria, perché la roccia, formata milioni di anni fa, era ricca di metallo. La miniera Monteneve era la miniera più alta d'Europa ed è stato il più importante sito per le estrazioni di zinco e piombo di tutto il Tirolo, e, oggi, è possibile percorrere alcuni tratti degli oltre 150 km di gallerie e pozzi, vivendo, per alcuni attimi, le emozioni dei minatori di allora.

Merano e i suoi dintorni

Guardando dall’alto, Merano e i suoi dintorni hanno l’aspetto di una stella, nel cui centro risiede la città di Merano e i cui raggi sono rappresentati dalla Val Venosta, dalla Val Passiria e dalla Val d’Adige. Lungo queste valli si sviluppano meravigliosi borghi e comuni che negli anni hanno fatto del turismo la propria risorsa naturale, approfittando delle particolarità della zona: qui, infatti, la vita di città incontra quella rurale di paese, la flora mediterranea si riunisce con quella alpina e gli stili architettonici si mischiano – un cocktail di contrasti che arricchisce l’offerta turistica dodici mesi l’anno. Oltre 6000 posti letto disponibili su tutta l’area completano il panorama di questa regione, in grado di soddisfare ogni interesse, garantendo servizi e strutture varie e differenti ma il cui comune denominatore è l’alta qualità e la cura dei particolari in ogni proposta.

Per ulteriori informazioni rivolgersi a:

Merano Marketing rl (MGM) Press Way srl – Uf-ficio Stampa
Karin Hofer Tel 02-61290911 - www.pressway.it
Tel. 0473-200443 Tiziano Pandolfi - Cell. 338-6820776
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www.meranodintorni.com Tarin Gartner - Cell. 340-2753395
gartner@pressway.it
Il Romantico Verbano
Testo di Rosanna Veronesi foto di Giovanna Dal Magro
Il Romantico VerbanoUna giornata bordeggiando


E’ difficile raccontare la storia dei possedimenti che la famiglia Borromeo ha collezionato fin dal XVI Secolo, perché ogni spazio, ogni palazzo, ogni giardino, ancora ben conservati, sono il frutto di gusto e di competenza. Un’occasione per visitare i luoghi ubicati lungo il Lago Maggiore in cui una corona di montagne, che con il Monte Rosa toccano i 4000 m. di altitudine, cingono il bacino lacustre, prezioso testimone di antiche tradizioni.
La visione romantica dei Castelli di Cannero, risalenti all’anno Mille e messi recentemente in sicurezza, è tra le immagini più stupefacenti che si legano a leggende, a malefatte, ad assedi e riparo di corsari. Un vero rifugio dentro il Lago che estendeva il controllo dei traffici e sul territorio circostante.
Sono storie di personaggi, di popoli in cerca di stabilità, di conquiste o di condanne per tradimenti, di truppe che assediarono o chiesero appoggio alla contigua Federazione Elvetica.
L’itinerario prosegue fino all’Isola Madre, la più grande che conta ben otto ettari di superficie. Posta nel punto più ampio del Golfo Borromeo.
Spicca tra le piante del giardino evocato da Flaubert come “paradiso terrestre”, il palazzo rinascimentale del Casato, opera dei famosi architetti: Pellegrino Tibaldi, Filippo Cagnola e Crivelli.
Restaurato nel 1978 dalla Principessa Borromeo, che lo ha arredato con beni di famiglia provenienti da altre proprietà, è ora adibito a museo e vanta al suo interno numerose collezioni d’epoca.
Il giardino, ideato con immane fatica sulla nuda roccia., inizialmente a frutteto, uliveto e agrumeto, venne trasformato nell’800, così come oggi ci appare, in Parco Botanico all’Inglese
Il clima, particolarmente mite e umido ha permesso l’insediamento di una flora difficilmente coltivabile in altri luoghi.
La presenza di piante aromatiche particolarmente profumate, insieme agli agrumi e numerosi pergolati è allietata dalla moltitudine di uccelli rari e tropicali.
Gli spazi, suddivisi in una toponomastica riconoscibile, rendono semplice il suo percorso:
Lungo il Viale Africa, soffiano venti temperati, conseguentemente distinto come la zona più calda dell’Isola, sono ospitate piante di origine tropicale, tra cui le Anacariacee, piante da cui gli Indios ricavavano un veleno simile al cianuro o la Felijoia Sellowiana sempreverde, che produce un frutto dolce, altamente proteico chiamato “uovo vegetale”.
Il Piano delle Camelie , che come risulta dal nome, ne ospita una quantità incredibile dal 1830 e che per volere da Vitaliano IX Borromeo, naturalista, ottenne numerosi ibridi, tra i quali la “Gloria delle Isole Borromeo” e la “Gloria del Verbano”.
Il Prato dei Gobbi si distingue per i boschi di bambù e per le conifere che prediligono zone paludose, come la bellissima Taxodium Distichum che può vivere fino a 4000 anni.
Nel Prato dei Gynerium si caratterizza il Gynerium Argentum, l’erba della Pampas dalle alte inflorescenze argentee.
Maestose Magnolie e il Cinnamomun Camphora, aromatizzano con il profumo dei loro fiori il Piazzale dei Pappagalli.
Il Cipresso Cashmiriano dai grandi rami discendenti è considerato il più grande d’Europa e definisce la “Loggia del Chashmir”:
Nel Piazzale della Cappella la vasca delle ninfee rosa, rosse, bianche, gialle è completata dalla Musa Japonica, un banano che raggiunge i tre metri d’altezza. Il piazzale è inoltre circondato da agrumeti, in cui vivono nel loro splendore, alcuni esemplari di candidi pavoni.
Il Parco si chiude lungo il Viale delle Palme, in cui sono presenti alcuni esemplari di Ginko Biloba, di Erythrina Cristagall e da una gigantesca palma :Jubea Spectabilis, che vanta i 125 anni d’età ed è considerata la più longeva d’Europa.
Ovunque e per confermare l’incanto romantico del luogo, vanitosi pavoni si muovono lentamente tra i verdeggianti piati, mostrando orgogliosamente la “ruota”, mentre altre specie confortano con il canto e il loro delicato piumaggio.
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