Anno II -Agosto 2010
Edward Hopper
Tre interessanti rassegne a Milano, Roma, Losanna
Edward HopperEdward Hopper
Milano, Palazzo Reale -14/10/2009- 31/1/2010
Roma, Fondazione Roma Museo – 16/2- 13/6/2010
Losanna, Fondazione Hermitage, 25/6 – 17/10/2010

Edward Hopper /1882-1967), il più noto artista americano del XX secolo, e non particolarmente noto in Italia, viene ora presentato con tre interessanti rassegne a Milano, Roma, Losanna.
Tutto ciò è frutto di un progetto comune che registra anche l’inaugurazione di una feconda collaborazione tra il Comune di Milano e la Fondazione Roma che hanno lavorato in sinergia con il Whitney Museum of American Art di New York, ove sono ospitati oltre 3000 opere tra dipinti, disegni e incisioni di Hopper, e la Foundation de l’Hermitage di Losanna. L’ideazione, l’organizzazione e il coordinamento dell’intero progetto è di Artemisia Group.
La mostra, che presenta oltre 160 opere, provenienti, in parte, dal Whitney Museum e da altre importanti collezioni, ripercorre in sette sezioni tutto l’iter della produzione dell’artista, dalla formazione accademica agli anni in cui studiava a Parigi, al periodo più classico degli anni ’30, ’40, ’50, fino ai suoi ultimi anni, e ne illustra tutte le tecniche, olio, acquerello, incisione, e lo stretto rapporto che esiste tra i disegni preparatori e i dipinti, aspetto fino ad ora poco considerato.
L’artista, nato e cresciuto a Nyack, una piccola città nello Stato di New York, studiò inizialmente illustrazione e pittura alla New York School of Art con i maestri Williamn Merrit Chase e Robert Henri. Si recò in Europa per tre volte, dal 1906 al 1907, nel 1909 e nel 1910, e si trattenne prevalentemente in Francia, ove venne a contatto con i maggiori artisti impressionisti che lasciarono in lui un segno indelebile. Dal 1913 si stabilì definitivamente a New York, ove visse fino all’età di 84 anni. La sua arte, caratterizzata da un particolare “realismo” nella raffigurazione dei personaggi, e dalla ricerca continua dell’uso della luce, di una luminosità talmente vibrante da sembrare surreale, godette sempre del massimo consenso della critica e del pubblico, nonostante il successo in quegli anni dei nuovi movimenti d’avanguardia, dal Surrealismo, all’Espressionismo astratto, alla Pop art.
Edward Hopper, riconosciuto caposcuola del realismo americano, è il pittore della vita quotidiana dell’individuo e dei suoi tormenti interiori legati alle inquietudini, ai sogni, alla solitudine, alle inutili attese; e quella stessa atmosfera sospesa di malinconica solitudine si ritrova anche nei paesaggi e negli oggetti. I suoi occhi colgono e riflettono situazioni della sua stessa contemporaneità, i drammi della grande depressione, i personaggi del cinema visti attraverso la macchina da presa, i mutamenti della società. I suoi personaggi, raffigurati con chiaro realismo, diventano simboli, semplici e complessi, sereni e inquieti, sublimati da una luce intensa e surreale che inonda soggetti e ambienti, come testimoniano capolavori quali “Morning Sun” (sole del mattino) “A Woman in the Sun”(una donna nel sole) “Summer in the city”( estate in città).
La mostra, nelle prime tre sezioni presenta alcuni “Autoritratti” giovanili, molti schizzi e alcune opere del periodo parigino. A seguire, nella sezione “L’elaborazione di Hopper: dal disegno alla tela” è dato risalto al metodo lavorativo dell’artista attraverso i bozzetti e i numerosi disegni, caratterizzati da sfumature e ombreggiature, che testimoniano la complessa elaborazione che precedeva l’esecuzione delle tele. Nelle sale dedicate a “L’erotismo di Hopper” sono riunite alcune delle più significative immagini di donne in stati contemplativi. Nella sezione “L’essenza dell’artista. Tempo, luogo e memoria” vi sono tele che illustrano scorci di vita nei tranquilli appartamenti della middle class, spesso intravisti dietro le finestre da uno spettatore silenzioso o da un treno in corsa. Ci sono anche bellissimi acquerelli che raffigurano dune di sabbia arse dal sole e piccoli cottage sui quali si alternano vivi contrasti di luce e ombra.
Arricchiscono la mostra numerose fotografie e testimonianze biografiche e storiche che ripercorrono la storia americana dagli anni ’20 agli anni ’60 del XX secolo.
La mostra ospita eccezionalmente una installazione interattiva e multimediale di Gustav Deutsch, autore di innumerevoli film, video e performance. L’installazione dal titolo “Friday, 29 August 1952, 6 a.m. New York” fa entrare fisicamente i visitatori nel mondo di Hopper con la ricostruzione della scenografia raffigurata nel dipinto “Morning Sun”. Seduta su un letto dalle linee semplicisssime sta seduta una giovane donna, coperta da una leggerissima e corta veste, che, mentre con le braccia circonda le sue ginocchia, volge lo sguardo oltre la finestra aperta, da cui si scorge il muro di una fabbrica. Fuori c’è il sole del mattino che si riflette con una luce accecante sulla parete della stanza, disegnando il perfetto riquadro della finestra, e che sublima con un gioco di luci e ombre l’atteggiamento pensieroso della figura femminile. Tutti possono diventare i protagonisti del dipinto, entrando sul set e muovendosi come attori, filmati da una telecamera e proiettati su uno schermo.
Catalogo Skira
Orari visite: tutti i giorni ore 9.30 – 19.30; lunedì ore 14.30-19.30 giovedì ore 9.30-22.30
Biglietti: intero 9 euro; ridotto 7.50 euro
Per informazioni: www.edwardhopper.it

Giovanna Turchi Vismara

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