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| Calimero | | Torna Calimero, ma non è più discriminato | Quarantasei anni dopo il suo esordio televisivo, ritorna in scena un personaggio divenuto l'icona delle vittime della discriminazione legata al colore della pelle, o, nel caso specifico, delle piume. Si tratta del pulcino Calimero. Non più come protagonista della pubblicità di un detersivo, ma come eroe di piccole storie quotidiane raccontate in tre volumetti a forma di uovo pubblicate dalla casa editrice Gallucci (3,90 euro ciascuno). Calimero apparve per la prima volta in TV il 14 luglio 1963. Gli autori di questo personaggio erano: i fratelli Nino e Toni Pagot e Ignazio Colnaghi. Nel primo Carosello Calimero era presentato come il sedicesimo pulcino di una covata della gallina padovana Cesira che, antenata della filosofia leghista lo disconobbe perché nero, e del burbero (ma soltanto in apparenza) Gallettoni. Calimero, completamente nero, non abbandonava mai del tutto l'uovo dal quale era uscito, e inizialmente scambiava un cane per la sua mamma. Il nome del pulcino derivava dalla chiesa milanese di san Calimero nella quale Nino Pagot s'era sposato. Calimero divenne uno dei personaggi più famosi di tutti gli anni Sessanta e almeno fino alla metà degli anni Settanta, tanto da far entrare nel lessico collettivo sia il nome del personaggio, sia alcune frasi celebri come: "Tutti ce l'hanno con me perché sono piccolo e nero... è un'ingiustizia però". Salvo poi scoprire che Calimero non era veramente nero, ma soltanto sporco. Oltre alle storie originali di Carosello, con questo personaggio sono stati realizzati 290 episodi a colori, doppiati in diverse lingue: in Giappone, dove la Toei Doga ne produsse 47 puntate tra il 1974 e il 1975 e fra il 1992 e il 1993 un'altra serie è stata coprodotta con le società Telescreen Japan, TV Tokyo e Mitsui; ancora oggi Calimero è un personaggio molto noto in Giappone come |
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