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| Giorgione | | al secolo Zorzi da Castelfranco | Giorgione Castelfranco Veneto, Museo Casa Giorgione 12-12-09 / 11-4-2010
Giorgione, (CastelfrancoV.1477/8-Venezia1510), al secolo Zorzi da Castelfranco, il più enigmatico e misterioso artista del Rinascimento, viene celebrato nella sua città natale a cinquecento anni dalla morte con una esposizione di alto respiro, promossa dalla Regione Veneto con la collaborazione della Sovrintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova, Treviso, della Diocesi di Treviso, della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, e con il contributo di Banca Antonveneta. Le opere presenti, oltre un centinaio, provengono dai più prestigiosi musei italiani e internazionali. Accanto alle opere del Giorgione ci sono alcuni capolavori eseguiti da artisti a lui contemporanei, quali Vincenzo Catena, Sebastiano del Piombo, Cima da Conegliano, Giovanni Bellini, Palma il Vecchio, Tiziano, Giulio Campagnola, per offrire un approfondimento attento e dettagliato sul contesto culturale e spirituale nel quale si mosse il geniale artista tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, e contemporaneamente approfondire alcuni interrogativi irrisolti che ruotano intorno alla sua enigmatica personalità. Quando Giorgione giunse a Venezia dalla natia Castelfranco fu allievo di Giovanni Bellini e sicuramente ebbe conoscenza di Leonardo che soggiornò nella città lagunare dopo la resa di Milano ai francesi. Tuttavia sono ben scarse le fonti sull’esistenza di Giorgione, prematuramente scomparso a poco più di trent’anni per la peste. Egli tuttavia con le sue opere, non numerose ma veri capolavori, ha segnato nell’arte veneta del primo Cinquecento una vera rivoluzione per la potenza lirica dei contenuti, l’uso innovativo ed emozionale del colore, il gioco dei riflessi luminosi e un nuovo equilibrio tra l’essere umano e la natura. Ne è esempio simbolo quella splendida composizione lirica e misteriosa che è “La Tempesta”, opera eseguita forse intorno al 1509. Nell’armonioso rapporto tra figure e natura é segnato inevitabilmente un modo tutto nuovo di intendere il paesaggio che non è più un commento alle figure, ma, protagonista esso stesso, diviene espressione di un mondo fantastico. Non è ben certo il soggetto del dipinto, forse un episodio mitologico. I personaggi, la donna che incurante della sua nudità, guarda mesta e pensosa davanti a sé mentre allatta il bambino, e il giovane pastore, di difficile interpretazione, appoggiato alla lunga asta, sembrano abbandonarsi alla magia del crepuscolo, mentre dal cielo un’aria di tempesta invade la natura lussureggiante, e i nuvoloni in movimento sono squarciati dall’improvviso lampeggiare del fulmine la cui luce si riverbera sulle acque, sulle case, sui rami degli alberi, creando intensi contrasti di tonalità. Il percorso espositivo della mostra, nella sede del Museo Casa Giorgione (o Casa Barbarella) propone nella prima sezione, mappe relative ai luoghi in cui si svolse principalmente l’attività di Giorgione, cioè a Venezia e nel territorio trevigiano e padovano, mentre testi antichi del ‘500 e ‘600, tra cui quelli di Vasari e Ridolfi, ne documentano la produzione pittorica. Nella seconda sezione ci sono opere legate all’attività giovanile del pittore, quali il “Saturno in esilio” (National Gallery di Londra”), “Mosè alla prova del fuoco” (Uffizi), il “Giudizio di Salomone” (Uffizi), la “Madonna col Bambino” (Hermitage). La terza sezione è dedicata ai ritratti e alle mezze figure tra cui “ Le tre età dell’Uomo” (Pitti), “L’arciere” (Edimburgo), il “Doppio Ritratto”, l’ “Alabardiere” (Vienna). Nella quarta sezione sono presenti i due più famosi dipinti di Giorgione, la “Tempesta” e il “Tramonto”, accostati a disegni e incisioni di Giulio Campagnola. Nella sala accanto sono proposte tele di varie provenienze, attribuibili al maestro. L’esposizione continua al piano superiore suddivisa in quattro sezioni. Qui ci sono dipinti dei contemporanei e alcune incisioni di Albrecht Dürer, che fu a Venezia tra il 1505-1506. Nell’ultima sezione sono presenti volumi in edizioni rare, legati alla cultura di fine ‘400, come Ovidio, Petrarca, Boccaccio, e bronzi padovani e veneziani del ‘400 e ‘500. Di fronte a Casa Giorgione, nell’attiguo Duomo, collocata nella Cappella Costanzo, si trova l’altro inestimabile capolavoro dell’artista, la “Pala di Castelfranco” che raffigura la “Madonna in trono col Bambino e i Santi Nicasio e Francesco”, eseguita intorno al 1500. Nella perfetta, innovativa composizione triangolare, in alto sta la Madonna col bimbo, mite e pensosa e ai lati, in basso, due santi, a sinistra Nicasio, un giovane guerriero il cui volto bellissimo coperto di malinconia forse vuol ricordare il giovane figlio del committente, morto prematuramente, e sulla destra San Francesco con le braccia aperte a indicare a tutti la infinita misericordia divina. Intorno al trono si apre il paesaggio veneto, illuminato dal sole la cui luce si posa sui volti e fa vibrare di luci e ombre tutte le cose, dalle pieghe del manto rosso della Madonna all’armatura del santo, al saio francescano. E’ a questa luce che guarderanno successivamente Tiziano e Paolo Veronese, e ancora Renoir e Monet. Con questo evento di così vasto rilievo, Castelfranco intende richiamare l’attenzione nazionale e internazionale verso il suo territorio così ricco di preziosità umane, naturali ed artistiche. Questo territorio veneto, con la sua sognante pacata bellezza, vanta, unitamente all’operosità della sua gente nelle più diverse attività, agricole, economiche e commerciali, numerosissime testimonianze di pittura, scultura, architettura e storia, che il visitatore può facilmente scoprire nell’arco di pochi chilometri, in quello che viene definito il “ triangolo d’oro”. Sono tesori che portano il sigillo di Palladio (Villa Emo a Franzolo di Vedelago e Villa Barbaro a Maser), Canova (a Possagno, suo paese natale, il Tempio e la Gipsoteca), Giorgione (la celebre Pala nel Duomo e a Casa Giorgione, il Fregio delle Arti Liberali e Meccaniche a cui lavorò, giovanissimo, lo stesso Giorgione). Catalogo: Skira Editore
Per informazioni e prenotazioni: Call center:tel.800.90.44.47, dall’estero:+39.049.20.10076 – www.giorgione2010.it Visite: tutti i giorni ore 9 – 19 - Biglietti: intero 10 €, ridotto 7 € Come arrivare. In auto: A27 Mestre-Vittorio Veneto (uscita Treviso Sud e Treviso Nord; A31 Vicenza-Piovene Rocchetto (uscita Vicenza Nord; A4 Torino-Milano-Trieste (uscita Padova Est e Padova Ovest) In treno: stazione di Castelfranco Veneto, linea Venezia-Bassano del Grappa; linea Padova-Castelfranco Veneto. In aereo: Aeroporto Canova di Treviso; Aeroporto Marco Polo di Venezia.
Giovanna Turchi Vismara |
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